Quando mi pongo davanti ad un nuovo testo rimango travolto da una sorprendente ragione di fare teatro sognando a come riuscire a mettere in scena quell’opera utilizzando i personaggi nei gesti e azioni che devono compiere, nei costumi che devono indossare, nelle scenografie, luci e suoni che devono fare da contorno.
Rimango perplesso quando mi risveglio dalla lettura e ahimè devo fare i conti con quello che ho e soprattutto con quello che non abbiamo…
Portare in scena una commedia, raccontare una storia, rappresentare delle situazioni, trovarcisi dentro e nel bel mezzo ritrovarsi fuori, spiazzati, vedendosi crollare intorno tutto quanto nel sogno s'era costruito...ebbene può appannare la voglia di “fare teatro”.
Resti lì, sospeso, abbacinato dal sentimento e dalla rabbia per quello che avresti e che non potrai mai fare…
Ma ad un certo punto ti accorgi che intorno a te hai degli amici, una Compagnia con la “C” maiuscola che pur legati dai loro mille impegni ti sostengono, ti incoraggiano ad andare avanti nel tuo lavoro e che soprattutto… credono in te.
Allora ti accorgi che la vita, come il teatro, è il regalo di un tuo sogno, di una tua illusione di una tua storia che altrimenti sarebbe stata ancora nascosta.
Così è nata “La Gatta Cenerentola”.
Grazie ancora... Claudio.
